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    Archivio Agosto 2006

    sonetto altre algebre

    by sonetti (28/08/2006 - 17:01)

    nel far di conto a volte son distratto:
    so calcolare, ma non me ne gaso,
    giacché più conto più mi volgo matto
    e conto e poi riconto oltre l’occaso.

    se sommi quattro a quattro ottieni otto,
    otto più due fa dieci in ogni caso,
    ma dodici per due fa ventiquattro
    ed il prodotto è lì di fronte al naso.

    i numeri son strani per davvero:
    vergato dopo il segno dell’uguale
    a volte il risultato mi stupisce.

    ma chi non fa di conto non capisce
    che spesso noi contiamo così male
    che due men uno dà per somma zero.

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    sonetto fanculo

    by sonetti (25/08/2006 - 14:45)

    fanculo la poltrona a cinque ruote,
    con lo schienale in proporzione al ruolo,
    fanculo al temperino e al punteruolo
    e ai pennarelli nel portamatite.

    fanculo alle cartelle preferite,
    ai lodatori che si fanno stuolo,
    a chi ti vuol veder strisciare al suolo,
    a chi cicala di mercato e quote.

    fanculo un poco a tutti, con vigore:
    nel mentre va l’estate in temporali
    si scioglie la pazienza nell’insulto.

    fanculo e poi fanculo a tutte l’ore!
    e mentre ci lecchiam dei nostri mali
    ci vien da domandar “e a me, l’indulto?”

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    sonetto (e)vado?

    by sonetti (12/08/2006 - 00:10)

    io adesso vado: me ne vado, vado
    via, da qualche parte, non importa
    dove. con quattro cose nella sporta,
    me ne parto leggero di buon grado.

    per la destinazione tiro un dado,
    poi metto il catenaccio nella porta:
    nemmanco più lo specchio mi sopporta,
    per questo mi allontano dal contado.

    se vado poi rientro o me ne resto
    per sempre via dal solito bordello?
    chi parte poi ritorna abitualmente,

    a meno che non sia l’andar funesto,
    o che dell’altro frulli nel cervello.
    lo so, farò ritorno, mestamente.

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    sonetto disimpegnato e inutile del pil d'agosto

    by sonetti (11/08/2006 - 12:45)

    da quando se ne è andato quel nanetto
    c’è più silenzio (sembrami evidente),
    ma nel silenzio qua e di là si sente
    il risuonar di qualche mortaretto.

    ci schioppa la notizia che il pilletto
    di repentino si fe’ imbizzarrente,
    quasi che il bolognese sì paziente
    moltiplichi sia il pesce sia il panetto.

    sono ferragostani, questi versi,
    giusti per partorire qualche rima:
    ma il pil fatto bazzotto all’improvviso

    mi fa perplesso e mi titilla il riso.
    ahi silvio, se ne fosse accorto prima,
    anzi che di se stesso compiacersi...

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    sonetto finto ferragosto

    by sonetti (10/08/2006 - 12:08)

    non tutti vanno in ferie a ferragosto.
    stanotte è san lorenzo: le comete
    per chi lavora resteran segrete,
    giacché domani ci si sveglia tosto.

    non suoni le campane, sor prevosto,
    il quindici rispetti la mia quiete:
    non tutte le persone sono liete,
    se poi non staccan manco a ferragosto.

    non riesco a scollegarmi per le ferie,
    resto connesso e sveglio malamente
    al desco come alle faccende mie.

    saranno poi faccende così serie?
    andarmene. ci provo, ma la mente
    mi ferma e poi bislacca se la rie.

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    sonetto altre estati, mi ricordo

    by sonetti (09/08/2006 - 16:07)

    che con l’estate arrivava la voglia
    di fuggire nel finesettimana:
    ci si sommava in auto alla fiumana
    che alle spiagge i cittadini convoglia.

    che il sole anche provando non si imbroglia:
    capelli ben raccolti (con bandana),
    schermo solare su pelle padana,
    la sera che ti disfa, scaglia a scaglia.

    questo e mill’altro sempre mi riappare,
    le alghe, la rena che scottava all’una,
    la noia della coda del rientro.

    e come nella sabbia, scava dentro
    la voglia di una meta, averne una:
    prima di rincasare, c’è da andare.

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