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    Archivio Febbraio 2005

    sonetto centouno

    by sonetti (24/02/2005 - 13:40)

    sei sette cinque nove ventitré,
    quarantadue diciotto diciannove
    sessantaquattro cinque pure altrove
    infine sette tutti e trentatré.

    diciottomila venti manco a me?
    novantadue per tre diviso nove,
    che quindici cinquanta trentanove
    e tremiliardicensessantatré.

    poi mille mille mille e ancora mille,
    ottantadue tromboni, ventiquattro,
    quarantatré gendarmi in un ventotto.

    un google di miliardi di scintille
    e dieci esposto alla sessantaquattro,
    con un cervello a carte e quarant'otto.

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    sonetto signorsì

    by sonetti (23/02/2005 - 15:15)

    è la mia vita ed io me la decido
    che son padrone tutto di me stesso
    e ne son fiero, senza alcun eccesso:
    dal porsi in mezzo, chiunque lo diffido.

    ma quando dal comando arriva il grido
    che c'è da fare ed è da fare adesso,
    la mia fierezza vola dentro il cesso
    e nell'ufficio tosto faccio il nido.

    c'è scarto grande fra teoria ed agire,
    fra noi che liberi ci pretendiamo
    ed il dominio che in realtà ci manca.

    padron di che? solo di acconsentire,
    e più fa male il fatto che sappiamo:
    un abominio da cui non s'affranca.

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    sonetto ma di che ti lamenti

    by sonetti (22/02/2005 - 16:58)

    beato te che viaggi lavorando!
    ti pagano l'aereo, il ristorante,
    e vivaddio l'albergo. nonostante
    questo bengodi, ti stai lamentando?

    tutti quei posti che vai visitando
    potrei vederli solo da pagante:
    tu prendi anche la diaria del viandante!
    dai, per favor, non dir che sei allo sbando...

    provala un poco tu, questa mia vita,
    alla mattina in coda e poi la sera,
    col mutuo che ti pesa ogni secondo.

    tu invece te la giri per il mondo,
    saltando e risaltando la frontiera:
    cosa ti spacci, per un cenobita?

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    sonetto della pizzeria australe

    by sonetti (19/02/2005 - 13:22)

    pensare "margherita" sa di casa.
    se poi la mozzarella è pesantuccia,
    cosa importa: non è quello che cruccia,
    la comida, ma è solo quel che intasa.

    è la sopportazion che è piena rasa:
    anche se ti ripeti "buono a cuccia",
    ormai dentro non stai più nella buccia
    e non ti ci trattien manco la nasa.

    e metterne di meno, di basilico?
    distogli da te stesso l'attenzione
    e ascolta norah jones che te la canta.

    così, la tua vita resta in bilico,
    mentre una voce dice "fa' attenzione,
    che sol di colpo l'anima si schianta".

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    sonetto della degustazione

    by sonetti (09/02/2005 - 14:09)

    noi ci intendiam di vini, di formaggi,
    di forti spiriti e degustazione:
    così, stappando molte borgognone,
    ci dilettiamo a perderci in assaggi.

    la voga del momento è degli uvaggi
    sapientemente fare recensione:
    per imparare abbiamo inclinazione,
    lo studio poi, si sa, ci rende saggi.

    per sublimare il rischio di cirrosi
    ci basta così poco: non beviamo
    la vita per riempir, ma per cultura.

    poi la mattina, contro l'acidosi,
    quattro pasticche scure ci ingoiamo:
    e via al lavor, con anda malsicura.

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