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    Archivio Gennaio 2005

    sonetto delle camere d'albergo

    by sonetti (25/01/2005 - 17:42)

    le camere d'albergo son perfette:
    io ne conosco tante, tutte uguali;
    a lavorar per multinazionali
    ormai ne ho viste sette volte sette.

    le camere d'albergo mi stan strette,
    col loro voler esser razionali,
    ad evitare eventi casuali
    che rendan le trasferte malaccette.

    ne ho viste già di stanze a destra e manca,
    non fumatori e prego al piano alto,
    così che il globo infine sembra fatto

    di camere fra cui la vita arranca.
    nel mondo io mi sveglio a soprassalto:
    sono in albergo o non ci sono affatto?

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    sonetto del desiderio

    by sonetti (10/01/2005 - 16:54)

    ma il desiderio, amici, dov'è andato?
    stavam nel letto tutta notte desti
    ad ascoltare pensieri molesti,
    bramando un sogno da tener celato:

    con quanta attesa noi l'abbiam curato!
    dov'è sparito, dove sono i resti,
    perché siam diventati disonesti
    e infin l'abbiam svenduto sul mercato?

    dovremmo averne almeno una memoria,
    vaga, nascosta, chiusa dentro il fondo
    d'un cassetto, come una fiamma pronta

    a illuminare ancor la nostra storia:
    almeno un desiderio, ma profondo,
    che salvi noi dal vuoto che sormonta.

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    sonetto del treno

    by sonetti (05/01/2005 - 08:45)

    nella puzza di un treno mi ritrovo
    dopo anni a viaggiare verso il nulla
    col tutùn delle ruote che mi culla
    mentre mi perdo nel paesaggio nuovo.

    la città mostra il retro, che io trovo
    brutto, come passato alla maciulla:
    così appare, ma un pensiero mi frulla,
    che sia così sol perché il ver non scovo.

    oh quanto io vorrei avere un treno
    che mi dimostri il retro della gente,
    e che su quella stessa ferrovia

    mostrassi anch'io che no, non sono alieno.
    nascosto sta del mondo l'attraente,
    bastasse un treno a farlo cosa mia.

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    sonetto del colloquio

    by sonetti (04/01/2005 - 16:27)

    è gonfio di paura il ragazzetto
    con la cravatta ed il completo scuro
    da cui si sporge a modo di paguro
    e che noi stuzzichiamo con diletto.

    quale ritieni il tuo maggior difetto?
    e dei tuoi pregi, ne sei poi sicuro?
    avanti, fai due passi da canguro
    e dicci con che piede lasci il letto.

    ce l'avevi anche tu un bel diplomino,
    la stessa faccia tesa e un po' sperduta:
    ed è come vedersi in uno specchio.

    ma avevi una speranza quel mattino?
    non ricordi, né sai dov'è finita.
    e sempre più così ti senti vecchio.

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    sonetto vent'anni

    by sonetti (03/01/2005 - 18:11)

    dove ci troveremo fra vent'anni
    vent'anni fa non ce lo chiedevamo;
    dopo vent'anni ancora non sappiamo
    di questo tempo se portiamo i danni.

    se ci scopriamo curvi e pien d'affanni,
    a quello che eravam non ripensiamo;
    neppure lo sappiam, quel che vogliamo,
    né se stiam bene dentro i nostri panni.

    cautela, che ne passano altri venti,
    a star distratti, tutti in un baleno:
    son rapide le rughe ad arrivare!

    dopo, non val tirar degli accidenti,
    o vomitar contro il destino osceno.
    non corre il tempo in modo lineare.

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